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Pizza di primavera

fiori di campo e canovacci stropicciati

Con l'arrivo della primavera le mie sinapsi si riattivano, dopo un lungo letargo, intervallato d qualche festività, torno a guardarmi attorno alla ricerca di stimoli.
E la primavera si sa, di stimoli ne è così ricca da mandarmi in corto il cervello: ad ogni frutteto in fiore, violetta di campo, nido di rondine in cui incappo, mi meraviglio come fosse la mia prima primavera. Con la conseguenza che più di una volta ho rischiato di ammazzarmi: sconsiglio vivamente di inchiodare alla vista di un frutteto per inseguire il desiderio repentino di passeggiarci in mezzo. 

Per la sera era preventivata una serata-pizza con gli amici senza impegno: e come tutte le volte in cui si ordina la pizza il mio cuore subisce un duro colpo. Non ce la faccio proprio a non preparare niente di niente per i miei ospiti e a lasciare la tavola spoglia in attesa dei cartoni di pizza fumante. 

Rientrando dall'ufficio ho accostato lungo la strada e ho raccolto sul ciglio dei fossi fiori selvatici come fossi Heidi, facendo conoscenza con un simpatico vecchietto che, incuriosito, cercava di capire cosa stessi facendo li accucciata. 

A volte basta davvero poco: canovacci ( rigorosamente non stirati) come runner per la tavola. Vecchi barattoli di latta che mesi prima avevo conservato in cui ho piazzato i fiorellini appena colti. Finestre aperte e luce del tramonto, qualche candela e taglieri in legno da sostituire agli squallidi cartoni delle pizze.

Et Voilà: nessuna fatica ( se non  contiamo quella della raccolta dei fiori lungo i fossati), i miei amici si sono sentiti accolti dall'atmosfera primaverile che tanto mi stupisce e mi rianima.

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