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Torta integrale con verza e guanciale

Goodbye Winter

Salutiamo l'inverno.
Quante volte coperta di strati di lana, con gli occhi che lacrimano per il vento che li tormenta, ho maledetto l'inverno e il suo freddo pungente. Quanto ho desiderato la libertà delle giornate tiepide, i movimenti leggeri dei vestiti primaverili e il calore del primo sole che ti scalda viso e cuore. 
Per nostra natura, quasi fosse una cosa fisiologica, cerchiamo sempre ciò che non abbiamo. Il desiderio di quello che ci manca è sotto pelle, ma il fatto di sentirci insoddisfatti non è sempre una caratteristica da condannare, diventa in qualche modo il carburante del nostro motore. 
Le stagioni si ripetono, ciclicamente, sempre l stesse, eppure si sente nell'aria, tra la gente, nei discorsi di circostanza sempre un certo stupore per i primi segni di una nuova stagione in arrivo. Io mi faccio sempre sorprendere dalle magnolie, che da un giorno all'altro mi compaiono davanti, esplodono e non mi sembra mai di essere preparata a quello che io considero un vero evento. 
E' come se la primavera ci cogliesse impreparati, ci sorprendesse in un momento di distrazione in cui siamo concentrati sui brividi di freddo e sulle lenzuola gelate. 
Mai come quest'anno dentro di me va formandosi sempre più chiaramente l'idea che l'eterna attesa distrae dalla vita vera. D'inverno attendere la primavera, e in primavera sognare l'estate. 
Per quanto per una come me, animale  a sangue freddo, l'inverno sia una stagione difficile da superare,  ora che se ne va, voglio guardarla con la tenerezza nostalgica di chi sa che a quei momenti freddi deve molto. 
Alle sue coperte di lana, agli infusi caldi, agli abbracci in cui ci si può permettere di essere deboli, alla forze da centellinare, ai passi che fanno crescere,  ai piatti che scaldano il cuore e all'amore per se stessi. 

Due parole sulla ricetta

Un amico passa nei pressi di casa e si ferma per un saluto veloce, varca la soglia e io apro il frigo: ultima verza in frigorifero che aspetta di lasciare il posto a qualcosa che sa più di primavera.
Guanciale affumicato che lì, lasciato in solitudine non si fa di certo pubblicità. 
Cipollotti chiusi in tre strati di sacchetti per evitare che le ondate del loro odore mi tramortiscano ad ogni apertura del frigorifero. 

Ottimo: e adesso? 

Senza pensarci su troppo: " Ti fermi a cena?"

Qualcosa inventerò: penso.

Ed è saltata fuori questa, una torta salata fatta al volo senza l'ausilio di sfoglie confezionate, perchè se si vuole, non è questione di tempo: si fa. 
Alla velocità della luce ho messo assieme i tre ingredienti della pasta al vino come da ricetta che trovate qui, con la differenza che in questo caso ho usato della farina di farro integrale. 
Mentre riposava in frigorifero, ho fatto appassire due cipollotti tagliati a rondelle su una pentola antiaderente con un goccio di acqua, una volta consumata ho aggiunto un filo d'olio e ho proseguito la cottura a fuoco basso per qualche minuto. Ho aggiunto il guanciale tagliato a pezzetti.  Ho poi mondato e  tagliato le verze a striscioline sottili e le ho unite al soffritto di cipollotto e guanciale. Mescolando per bene, ho condito con sale, pepe e del timo fresco. 

Ho estratto poi la pasta al vino e tra due fogli di carta da forno ho steso una sfoglia sottile di 3 mm. Con la carta da forno l'ho adagiata su una teglia da forno e ho bucherellato il fondo con una forchetta. 
Il forno deve essere preriscaldato a 190°. 
Infine ho riempito con il condimento di verze la pasta e ho ripiegato i bordi. Infornata per 25 minuti. Controllate sempre che il fondo della torta sia cotto e croccante. 

 

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