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Caorle, di sole e vento

Venezia


 Il tempo sembra sempre lì pronto a fregarci, passa così velocemente, che siamo ridotti a giocare a tetris con gli impegni, il lavoro, i progetti e il lusso di qualche momento di totale nullafacenza. 

Se guardo indietro e conto i week end in cui non sono riuscita a dedicarmi un’intera giornata di pace, mi faccio paura. Ma se essere Wonder Woman a volte può farmi sentire invincibile e appagata, talvolta sento che, girando la chiave, il motore non parte. Allora le soluzioni sono due: mi drogo di integratori alimentari (ma, considerato il loro effetto sul mio appetito rischio di mangiarmi pure il gatto) o mi impongo di fermare il tempo, almeno per un giorno. E in questa Domenica di Aprile ho scelto l'opzione numero due.

Saliamo in auto alla volta di Caorle, perché c’è il sole, perché è primavera., perché abbiamo voglia di metterci il giubbino in pelle e gli occhiali da sole, e perché desideriamo uscire con dolcezza dal letargo invernale. Passeggiata in spiaggia: tanto vento, ma anche tanto sole… stoici  ragazzini  che, da quanto son bianchi fan luce, stesi al sole a petto nudo anticipano l'estate. Anche senza aver assunto i maledetti integratori, scatta la fame improvvisa: e il mare fa venire voglia di cozze, pomodoro e di sporcarsi le mani facendo scarpetta. 

Ci fermiamo in un ristorantino circondato da vasi di ulivo dalla parvenza leggermente turistica. Ce lo consigliano persone fidate: non ci delude. Si chiama “La divina Costiera”. Piatti semplici ma saporiti, che sanno di fresco e ci ricordano l’estate.


Il centro di Caorle è piccolo, vivace, colorato. C’è una lunga camminata da fare che porta alla chiesa vecchia e costeggia la spiaggia, da quella prospettiva il mare è agitato e a tratti diventa verde a tratti si incupisce. Camminiamo lentamente, il mio Lui è un esperto in materia. Sembra davvero di rallentare il tempo, forse perché in realtà non abbiamo una meta da raggiungere, e questo mi tiene a bada. E chiaramente torna la voglia di qualcosa di buono, perché il pensiero di qualcosa da assaggiare non ci abbandona mai, siamo due viziosi. Ci fermiamo al “Dolce latte”, un posticino piccolo in cui il gelato te lo gestisci da te: non ha niente a che vedere con le grandi catene di gelati industriali. Il gelato è fatto artigianalmente e lo capisci subito quando lo assaggi: la frutta è fresca e le confetture che riempiono i grandi vasi in vetro sanno di “ fatto in casa”. E poi c’è Chiara, impeccabile sui suoi tacchi alti, con il sorriso più bianco del latte ( giusto per rimanere a tema) che assieme a Samuele ti spiega come funziona quel gioco di gelato. Buono. Proprio Buono.  

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