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Parco Giardino Sigurtà

Valeggio sul mincio

Sapete quando uno c'ha un chiodo fisso, e finchè non mette in scena l'immagine che si ritrova ben vivida nella sua testa da giorni e giorni, non c'è pace... ne per lui, ne per chi gli sta attorno. Ecco bene, io mi vedevo distintamente stesa su un telo a fiorellini azzurri, panini home made, tulipani ovunque ma soprattutto, accanto a me, un cestino da pic nic a righe... possibilmente bianche e azzurre. E la cosa bella è che quando la fissazione non accenna ad alleviarsi, bisogna proprio mettersi d'impegno e realizzarla. Son cose piccole, che probabilmente desidero solo io e qualche altra rara trentenne che raccoglie fiori lungo i fossi e passa la domenica in compagnia della macchina per sfogliare la pasta. Allora siamo partiti, muniti dell'immancabile cestino da pic nic ( che se non c'era non sarebbe stato lo stesso) alla volta di Valeggio sul Mincio. Il Parco Giardino Sigurtà è uno dei più belli d'Europa, o così dicono, perchè non ho avuto l'occasione di vederne così tanti da poterli confrontare. Al di là delle informazioni su ettari, fioriture, premi vinti e attrazioni... questo posto è così immenso che ognuno può trovare il suo angolo di pace. Ad Aprile sbocciano i tulipani: mi è presa quella frenesia di immortalarne ogni specie, quella che mi prende quando vedo qualcosa che trovo incredibilmente bello e mi maledico per non avere con me la mia reflex. Più spesso dovrei rendermi conto che dal vivo le emozioni sono impagabili, non puoi mica più riprovarle uguali guardando una foto...è come quando mi trovo sotto un cielo di azzurro e nuvole e sento che siamo minuscoli... non si può fermare quella sensazione dentro un obiettivo, o almeno io non ne sono proprio capace. Quindi, dopo aver fotografato fiori da tutte le prospettive, tentando invano di catturare nello scatto i colori di quella giornata, il calore dell' agognato sole sulla pelle biancastra, la sensazione dell'erba umida sotto i piedi nudi, il sapore dell'acqua e menta e i rumori lontani mentre il sonno si appropria di noi stesi al sole... mi sono arresa a vivermi quelle ore. Ed ho fatto bene.

nel mio cestino

 Ovviamente prima di partire da casa non ero ancora entrata in questo stato di placidità. Vagliavo varie idea su come rendere scenografici dei semplici panini farciti, e alla fine, tra un pensiero e l'altro, mi sono messa a fare la focaccia...che si sa, è buona anche da sola. La ricetta della focaccia pugliese la trovate qui. Una volta sfornata e raffreddata l'ho tagliata in tanti piccoli rettangoli, e l'ho farcita con mortadella ( che è la morte sua) e lattuga ( giusto per fare la brava). Ho avvolto i panini su delle strisce ritagliate di carta da forno, e le ho fissati con dello spago da cucina.  

In una vecchia bottiglia del latte comprata a Vienna, ho preparato una bibita a base di menta fresca, limoni e zucchero di canna. 

Non poteva mancare il dolcetto finale, ho trovato si intonassero  bene delle crostatine monodose di mele, pinoli e cannella, che ho richiuso singolarmente in piccoli sacchetti del pane. Giusto per non farci mancare niente, ogni dolcetto aveva il nome del suo proprietario scritto a penna su un cartoncino legato da un fiocchetto rigorosamente azzurro. 

Risultato: ho aperto il cestino e mi han chiesto tutti se ero rimbecillita.  Ma a me piace così.

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